Hacking - Growth Hacking

ProntoPro: un caso di growth hacking in Italia

Quando si parla di Growth hacking sembrano non esistere casi italiani.

Eppure il Growth Hacking, arrivato ormai da tempo in Italia viene certamente applicato come metodo di crescita dalle startup e mi pare strano non ci siano case study o interventi a riguardo.

Per questo ho deciso di pubblicare il mio umilissimo punto di vista su un caso che, credo, sia degno di nota.

Recentemente ho incrociato in circostanze del tutto casuali la startup italiana ProntoPro, che propone una piattaforma web in grado di raccogliere l’offerta professionisti di più disparati mestieri facendoli incontrare direttamente con la domanda: un consumatore finale che ha bisogno di prestazioni professionali.

Prontopro si basa su due tipologie di utente:
chi chiede preventivi (cliente finale) e chi offre prestazioni professionali di qualsiasi tipo; dall’avvocato al commercialista, dal parrucchiere al massaggiatore passando per meccanici, tecnici ed artigiani.

Qualcosa di ri-sentito, vero?
Forse non troppo originale come idea (esistono già tante piattaforme di questo tipo), il punto è che c’è di mezzo il growth hacking ed è proprio questo il motivo per cui ne sto parlando.

Cosa c’entra il growth hacking

Partiamo da come li ho conosciuti: 4 mesi fa circa, mentre controllavo le mail su gmail ho ricevuto un loro messaggio tramite il modulo di contatto del mio sito. Leggendo il loro messaggio mi sono accorto del fatto che si trattava di un messaggio automatizzato.

Il messaggio mandato dal BOT era molto personale e firmato da un tizio di ProntoPro. Nel messaggio mi si chiedeva di visitare il loro sito perché hanno molte richieste di clienti sul mio settore professionale (sviluppatore) e sulla mia zona.

Insomma, visitando il loro sito avrei potuto visionare richieste di lavori da parte dei clienti. Lì per lì non mi avevano tanto convinto.
Questo perché in tanti usano BOT per mandare messaggi “paraculi” e imbarcare utenti.

Ho incominciato però, ad apprezzare il loro lavoro quando ho riflettuto meglio sul fatto che la comunicazione mi è arrivata tramite il modulo di contatto del mio sito, invece di una banalissima mail diretta (che di solito finisce inesorabilmente nello SPAM).

Con un tool come Scrapebox, infatti, fare questi simpatici giochetti con i moduli di contatto è abbastanza facile. Scrapebox è un tool molto conosciuto e amato da growth hackers e marketers, e questo mi ha fatto intuire che probabilmente c’è dietro un team di growth hacking.

Fa sempre piacere beccare una startup italiana che sta facendo acquisizione e lo fa sistematicamente, con un piano ben preciso e sfruttando i moduli di contatto presenti nei siti; oggi quale professionista non ha un modulo di contatto, nell’era di pagine gialle online?

Dall’imbianchino al notaio, oggi moltissimi hanno un mini sito con l’immancabile modulo di contatto.

E per quanto riguarda chi invece deve richiedere le prestazioni professionali?
Come ha fatto ProntoPro a far incontrare domanda e offerta?
Facile! grazie alla SEO, con una particolare tecnica “evergreen“ che ti mostro subito:

ma prima un po’ di numeri 🙂

I numeri

ProntoPro è un progetto che parte tra il 2014 e il 2015 (dati whois) e ad oggi ha circa 10’000 visitatori giornalieri (fonte Semrush) con quasi 2 Milioni di utenti raggiunti.

Un successo? Dipende, ma sfido a raggiungere una quota utenti così in 2 anni con un servizio con un limitato margine di innovazione.

Il grafico sotto, con la stecca da hockey parla chiaro: crescita quasi esponenziale in una manciata di mesi.

Come hanno fatto

La SEO ha avuto un ruolo fondamentale, ed anche se la generazione di pagine automatizzate è una pratica al limite della black hat, sono riusciti ad aggredire le SERP di Google in maniera capillare.

A me è bastato dare a Google comando “site:www.prontopro.it” per scoprire più di 250 mila pagine indicizzate.

Se lanci questo comando ti troverai infatti la lista di tutte le pagine indicizzate da google sul sito prontopro.it e vedrai subito che i numeri parlano chiaro.

In questo caso la tecnica utilizzata per generare un enorme traffico al sito internet è stata quella di generare in maniera automatica delle pagine di raccolta geolocalizzate e divise per mestiere. Esempio:

“massaggiatore a sesto fiorentino”

“preventivo commercialista pescara”

facendo questo per ogni mestiere e per ogni località italiana, ci ritroviamo a far indicizzare a Google migliaia di pagine landing con la precisa intenzione di ricerca del visitatore “consumer” del servizio con il vantaggio che non abbiamo dovuto creare una ad una le pagine landing ma sono state tutte create automaticamente.

Fare tutto questo è relativamente facile: come sviluppatore mi sono trovato molte volte ad utilizzare questo evergreen della SEO per raggiungere gli obiettivi richiesti da alcuni progetti – se ti serve una cosa simile, contattami.

La SEO, anche se porta il 60% del traffico di ProntoPro (dati Similarweb)
non basta da sola. Per ottenere un buon posizionamento il fattore cruciale è il traffico!

Per ottenere traffico immediato su un servizio bisogna utilizzare la PPC almeno per un periodo iniziale di lancio, ed è proprio quello che hanno fatto quelli di ProntoPro.

Una campagna PPC che ha sicuramente avuto i suoi costi ma che ha portato traffico, utenti, e quindi beneficio.

OPN: Other people networks

Quindi, BOT per l’acquisizione, SEO con landing e keyword automatizzate, campagna PPC su keywords long tail; all’appello manca soltanto un ‘canale’ solitamente utilizzato nel growth hacking: Le OPN (other people networks) ovvero altri siti dai quali prendere traffico.

Other people networks: tutti quei siti internet che raccolgono traffico a sufficienza da poter essere sfruttato nella fase di acquisizione, sui quali si può intervenire direttamente, con un post, un annuncio, un intervento portando le persone che lo leggono a visitare il nostro sito.

Nel caso di Prontopro anche questa tecnica è stata sfruttata in maniera precisa ed organizzata:

(fonte Similarweb) ProntoPro pubblica giornalmente su oltre 50 portali professionali annunci di e offerte di lavoro, portando traffico ed utenti sul loro sito.

Credo che utilizzino una dose di automazione anche per questa fase.

Quindi? Abbiamo un caso di growth hacking italiano?

Non lo so, non posso dirti come andrà a finire l’avventura di questa startup;

posso solo dirti che finora, analizzando la fase di acquisizione di ProntoPro, c’è un team di growth hacking che ha fatto esperimenti, lavorato sodo e portato dei bei risultati.

Voglio fare i complimenti alla loro squadra di persone. Bravi, veramente. Chapeau.

A fare un reverse engineering di tutte le altre fasi oltre l’acquisizione non credo sia possibile per me, mi accontento degli ottimi dati che ho visto su questa fase e mi limito a segnalare questo annuncio qui: https://prontopro.recruiterbox.com/jobs/fk0mu49/ che conferma che ogni loro fase di crescita è seguita da un growth team.

Spero solo che le altre startup italiane prendano esempio 😉

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