Hacking - Growth Hacking

Growth hacking e copywriting: 10 cose che fanno la differenza

Oggi, se hai una startup, sei alle prese con il motto “Content is king”: ma quanto è possibile essere incisivi nel proprio copy, al fine di innescare una crescita considerevole?

In questo articolo parleremo di come è possibile utilizzare dei potenti concetti di growth hacking e copywriting – molto semplici ed immediati – che possono sicuramente fare la differenza nel tuo copy.

1. Trova il modo per diffondere

Il copywriting è 10% stesura, 90% diffusione. Come nel growth hacking, infatti, la chiave di volta sta sempre nel trovare nuovi canali e modalità per la diffusione del messaggio, la stessa cosa deve valere per la diffusione dei tuoi copy. Sperimenta, traccia e spia i tuoi concorrenti, ma non copiare i canali e il loro metodo di diffusione, piuttosto differenziati.

2. Direziona il discorso in maniera persuasiva

Lo scopo di un contenuto è quello di farlo continuare a leggere al lettore, se non lo convinci alla prima riga non puoi convincerlo alla decima. Puoi studiare quanto vuoi un target o le personas, ma la cosa fondamentale è questa: prima di scrivere un contenuto, devi architettare bene la “scaletta” verso il tuo obiettivo.

3. Sfrutta la curiosità

La curiosità ci spinge spesso a leggere molto. Ed è proprio questa cosa ad essere sfruttata, soprattutto nei titoli.
Ti faccio un esempio:

“Microsoft X è il tablet preferito dai professionisti”.  

Quanto ti incuriosisce?

Lo stesso articolo potrebbe invece suscitare curiosità con un titolo del genere:
“Ecco il tablet più comprato dai professionisti…”

senza appunto, dire per forza tutto subito.

4. Usa un linguaggio di “rottura”

Anche se dipende da caso a caso, un contenuto testuale, un post o qualsiasi altro intervento scritto, ha grosse possibilità di “uscire” maggiormente, soprattutto se “rompe” determinati schemi.
Una comunicazione troppo istituzionale e politically correct non è sempre la scelta migliore, ed è molto meglio affidarsi a delle soluzioni più vicine al linguaggio comune. Scrivere in maniera fresca e ironica è utile a far passare meglio dei concetti difficili o addirittura scomodi… ma attenzione alla reputazione e al target del vostro progetto. Lo stesso vale per espressioni gergali, emoticon, badwords volute ed espressioni colorite.

5. Scrivi come lo diresti a qualcuno

Se vuoi raccontare una storia a qualcuno e fare effetto, cerca di narrare in maniera coinvolgente e non noiosa; lo stesso, vale per la scrittura di qualsiasi contenuto.
Immagina che sia la tua voce a narrare, in questo modo eviterai l’effetto ESC ( e sti cazzi?! ) del lettore 🙂

6. I format non sono la bibbia

La gente vuole i video, la gente vuole i gattini, la gente vuole questo e quello…

Fregatene dei format! Slacklist è stato un esempio lampante. Con un format assolutamente inusuale – era una top ten di canali slack – ha raggiunto una diffusione enorme e tonnellate di condivisioni.

7. Scrivi come un venditore

Ok lo ammetto, non sempre scrivo come un venditore, ma ti posso assicurare che funziona, sempre. Se devi convincere il lettore di una tesi, non c’è niente di meglio che usare questo pattern:

  • Titolo
  • Sottotitolo
  • Problema comune
  • Storia e credenze comuni
  • Soluzione e benefici inaspettati
  • Riprova sociale
  • Offerta irresistibile
  • Garanzia
  • Scarsità ed esclusività
  • -> call to action!

Anche se oggi questo pattern è sottovalutato per l’abuso che se ne è fatto negli anni, una cosa è ancora sicura: funziona, perché fa leva su meccanismi psicologici ben precisi, che attecchiscono sulle persone.

8. Zero clichè

“Non tutti saranno d’accordo”, “Ecco perché la maggior parte delle persone pensa”… e tutte queste frasi fatte e neutre, rappresentano cliché: evitali. Non aggiungono niente al discorso, è meglio essere più precisi, specifici e dritti al punto. Ho letto supercazzole del genere in testi universitari così tante volte che neanche immagini 🙂

9. Scrivi pensando al tuo target

Se i tuoi copy non sono scritti pensando al tuo target potrebbero non interessargli, quindi per chi stai scrivendo? 🙂

10. Be yourself

Se pensi che scrivere un copy sia infilare correttamente qualche concetto tra una regola di grammatica, una frase fatta e qualche formuletta commerciale, sappi che è tutto il contrario.

A quel punto è meglio una serie infinita di parolacce… fa più effetto! Dico seriamente 😉

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