Web Marketing

Il tuo funnel non funziona? 5 soluzioni che tutte le startup usano

Si sà.. vedere un funnel che non funziona è veramente frustrante.
Ma, ammettiamolo: siamo sempre sicuri di aver fatto tutto bene?

Semmai, da dove iniziare a correggere il tiro?

Ultimamente ho incrociato degli approcci molto interessanti messi in atto dalle startup per migliorare il proprio funnel e voglio condividerli con te in questo articolo.
Si tratta di qualche soluzione utile – niente formule magiche – che chi conosce la “filosofia” startup da quasi per scontato, spesso però si perdono un po’ di vista questi concetti.

Meet your Users

Se c’è una cosa che le startup sanno molto bene è: a chi si rivolgono.
La startup è una realtà che deve crescere molto velocemente, e quindi deve sapere benissimo a chi si rivolge: la chiave è, infatti, comprendere profondamente la clientela a cui ti stai dedicando.

Qualsiasi progetto tu stia gestendo, la differenza vera la farai se hai capito perfettamente a chi ti stai rivolgendo, quali bisogni ha, quali aspettative, quale profilo decisionale.

Partire ‘snelli’ va bene, non bisogna però foderarsi gli occhi di prosciutto e ignorare l’ambiente, le persone, la concorrenza, i dati.

Se hai un progetto in ballo, assicurati di aver studiato a fondo l’ambiente e chi sono le ‘personas’ di riferimento, se hai modo cerca di scambiare più informazioni possibili con loro (meeting, interviste, frequentare community). Se farai questo, correggere il tiro diventerà molto più facile.

Attrai da subito

Vediamo ogni giorno come i marketer approcciano i social. Avrai sicuramente fatto caso come comunicano subito un grande valore, riuscendo a dare un grande profilo alle informazioni.

Non si tratta di spararla grossa, o di usare una comunicazione sensazionalistica fine a se stessa, ma di ‘rompere’ il trend e portare un risultato: al diavolo tutto il resto.

Quella comunicazione quasi-virale che vedi nelle sponsorizzate di facebook ha tagli informativi che sacrificano la convenzionalità – e a volte anche l’etica – a favore dell’efficacia.

Soprattutto se il tuo servizio è all’altezza, cerca di attrarre con tutti i mezzi i visitatori, anche scegliendo di comunicare in maniere meno convenzionali, il motivo? Funziona!

Una dritta per ricalcare gli annunci di successo è il tool di AdEspresso che ti consiglio assolutamente di provare.

Usa un Lead Magnet

Oggi gli utenti sono assuefatti dalle informazioni, ed il formato del semplice blog con articoli potrebbe non bastare per creare un legame forte con i tuoi visitatori.

Per invertire questa rotta molte startup e blogger utilizzano quello che in gergo si chiama Lead magnet.

Un Lead magnet è un modo diverso di fornire contenuti: ne cambio il formato e li metto in rilievo rispetto ai semplici articoli, lo scopo? Catturare tante email 🙂

Di solito vedrai, come esempi di Lead Magnet, mini-ebook, checklist, oppure dei tutorial video. Tutto materiale che viene architettato per essere messo bene in evidenza sul sito e per trasferire all’utente un’idea di valore maggiore dei semplici articoli.

Una volta che hai un buon numero di entrate (vedi i punti precedenti) e hai preparato un lead magnet, proponilo in cambio dei contatti dei tuoi visitatori.

Non fare però, l’errore che fanno tutti!

Non dimenticare che il materiale stesso offerto con il Lead Magnet è un’ottima occasione per presentare in parte anche i tuoi servizi e farlo subito, senza tartassare i tuoi visitatori solo con la newsletter.

Passare gradualmente il valore

Per chi sta conducendo una campagna su un progetto, ma soprattutto per chi sta lavorando duramente sul proprio funnel, il nemico numero uno è la fretta.

La fretta è in grado di distruggere completamente il lavoro di mesi.

Immagina di far passare il tuo utente visitatore, in soli 2 click e 2 schermate, da una proposta di free webinar a una proposta FULL da 3000 euro.

Insomma: tu ce lo vedi il tuo utente tipo tirare fuori 3000 euro dopo mezzo webinar? Io no.
Vedo moltissime realtà sul web cadere nella trappola della fretta.

Per fortuna c’è una medicina alla fretta: Drogarsi di dati! 🙂
I dati ti faranno stare buono (Google Analytics in primis), e capirai subito se è il caso di spingere un po’ di più o lasciar stare.

Compresi i dati il concetto rimane lo stesso: passare valore gradualmente.

Fare AB test privilegiando i dati

Come detto nel precedente punto, quando si parla di funnel, i dati sono tutto.
Se hai un minimo di dati visitatore – minimo nell’ordine delle migliaiaincomincia da subito a fare A/B test. Se non lo stai facendo stai lasciando leads sul piatto.

Non hai bisogno di creare varianti di pagina dappertutto: ci sono punti del funnel in cui vanno fatti i test A/B, in altri punti non sarà subito necessario (in quest’altro articolo vediamo come ottimizzare tutti i punti del funnel).

Nelle pagine che deciderai tu, dovrai semplicemente creare due varianti della stessa pagina e dirottare il 50% di utenti da una parte e un 50% dall’altra.

Quello che è ovvio è che una versione A produrrà più engagement della versione B, oppure viceversa.
Quello che non è ovvio: è evitare i monitorare i dati e fregarsene del “perché ha funzionato”.
Soprattutto se non hai quantità considerevole di visite, non basterà dire.. ah ok! 🙂 ha funzionato teniamo la versione B!
Il punto è che nei test sono importanti proprio i dati, perché ci indicano una direzione.

Recentemente ho trattato un caso molto famoso in questo articolo, dove un piccolo accorgimento sulla pagina ha fatto esplodere le conversioni del sito; mai però, sarei dell’idea che sono riusciti a farlo solo con un test 😉

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